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La storia di Dounia: terza parte

La terza parte della storia di Dounia, la nostra prima strumentista di Sala Operatoria

Fortunatamente sono una persona che non si abbatte. Ad un certo punto anche involontariamente la mia persona sceglie di reagire; si è innescato un meccanismo forse di autodifesa, piano piano ho iniziato a pensare che in fondo l'importante non era quanto tempo si passava insieme ma come lo si passava. Quando tornavo a casa Leyla era sempre felice di vedermi, si all'inizio cercava di farmela pagare ma poi ci abbracciavamo ed entrambe ci scioglievamo al calore di quell'affetto, ero più serena perchè in fin dei conti la lasciavo con il suo papà e sapevo che lei stava bene.Penso che in questi anni Leyla abbia imparato a diventare forte, il rapporto con il papà l'ha resa una bambina intraprendente ed autonoma e non posso che esserne felice perchè penso che nel mondo in cui viviamo oggi avere queste qualità sia una priorità.

Oggi grazie anche alla mia tenacia posso dire di averne fatta di strada, nel corso degli anni ci sono stati alti e bassi e ad essere sincera all'inizio mi sono sentita inadeguata, pensavo che il mio contributo non fosse abbastanza e che ci fosse sempre qualcuno che poteva fare le cose che facevo e addirittura qualcosa di più; oggi ho imparato che le persone essendo uniche e insostituibili se valorizzate e guidate possono essere davvero la risorsa più grande in grado di fare la differenza.
E oggi attraverso queste righe voglio dire grazie alle persone che hanno saputo guidarmi, alle persone che hanno scommesso su di me e hanno visto quel qualcosa che nemmeno io sapevo di avere, grazie a tutte quelle persone che anche involontariamente hanno fatto germogliare tutte quelle qualità che piano piano mi hanno portato ad essere una persona migliore e credere in me stessa.
Nel corso di tutti questi anni ho imparato tante cose, lavorativamente parlando ma non solo, in effetti la vera ricchezza di ciò che ho imparato riguarda più l'aspetto umano, etico. Ho smesso di pensare che un lavoratore sia solo una macchina che produce ma che è prima di tutto una persona, ho creato dei rapporti che mi hanno cambiato la vita, mi sono confrontata a volte anche duramente con persone che in parte hanno cambiato la mia prospettiva nel vedere le cose e piano piano ho iniziato ad aprirmi ad esprimere le mie debolezze, a non voler arrangiarmi a tutti i costi ma chiedere una mano.
La mia fortuna è stata questa, sono state le persone, le persone che mi sono venute incontro e dato la forza di resistere anche quando era più facile scappare e non affrontare la vita. Questa è la mia più grande conquista, questo è il vero seguito della mia storia, un seguito che non cesserà mai di esistere fin tanto che avrò la fortuna di continuare a confrontarmi con queste persone.

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Se vuoi leggere i due capitoli precedenti clicca qui: capitolo 1, capitolo 2

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