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Quanto costa un impianto dentale?

E’ una domanda che riceviamo quotidianamente da moltissimi pazienti e a cui daremo una risposta completa, ma soprattutto semplice e comprensibile.

Infatti su questo argomento ci sono tante comunicazioni, soprattutto pubblicitarie, che non sempre fanno chiarezza, anzi talvolta giocano proprio sull’equivoco e sulla impossibilità dei pazienti di capire a fondo la materia.

Scorrendo vari siti online e offerte si trovano prezzi che variano da 199 euro per arrivare fino a oltre 2.500 euro, come è possibile?

Non può certo essere una questione legata al materiale, perché gli impianti certificati sono fatti più o meno tutti dello stesso materiale (titanio) e comunque il solo materiale non può determinare una differenza di costo così grande.

Cosa è un impianto dentale?

Per capire bene cosa sta veramente dietro il costo degli impianti dentari, occorre anzitutto sapere di cosa si compone questa prestazione.

Anzitutto, l’impianto è una vite in titanio che serve a sostituire la radice di un dente mancante (che è stato estratto in precedenza oppure è da estrarre perché irrecuperabile); quindi per capirci, l’impianto non si “vede” in bocca, perché come le radici dei denti è nascosto sotto la gengiva e sta all’interno dell’osso.

Ovviamente, se non ci fosse anche un dente “finto” attaccato all’impianto (chiamato in termine tecnico corona o capsula se è uno solo oppure ponte dentale se sono da due in su), l’impianto da solo non servirebbe a nulla, né a livello estetico né funzionale.

Il primo concetto importante è quindi che il costo dell’impianto “da solo”  non permette di stabilire né il tipo, né la qualità del lavoro finale. Su questo punto molte comunicazioni pubblicitarie giocano sull’equivoco... ma andiamo con ordine!

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Quanti tipi di ricostruzione protesica finale ci possono essere e come influiscono sul costo dell’implantologia dentale?

Se l’impianto è la radice del dente, la corona è la parte visibile del dente, quella che sta sopra la gengiva e che serve per masticare e per motivi estetici, in modo che nel sorriso non manchino denti e non ci siano le antiestetiche “finestre nere”.

L’impianto è fatto di titanio, mentre la corona ovviamente non può essere di metallo, altrimenti a livello estetico sarebbe forse peggio di non avere un dente!

Per questo motivo si usano materiali estetici del colore dei denti naturali, che possono essere denti in resina (il materiale più economico, ma anche il meno estetico, avendo un po’ un aspetto “plasticoso”, poco lucente) oppure denti in ceramica (il materiale che più si avvicina ai denti naturali, traslucente e brillante, ma soprattutto che è lavorabile per creare tutte le possibili sfumature dei colori dei denti vicini, in modo da ottenere un effetto di massima naturalezza, detto “effetto mimetico”, ma che essendo più pregiato è anche più costoso).

A  sua volta, il materiale estetico può avere, per conferirgli maggiore resistenza, un’armatura metallica (lega nobile con oro oppure lega vile senza oro o ancora acciaio, ovvero cromo cobalto) oppure un’armatura ceramica (zirconio, un materiale che assomiglia a una ceramica alla vista, ma è durissimo, al pari e in certi casi anche più di un metallo).

Avrete già ormai capito che dietro il costo di un impianto ci sono moltissimi fattori di qualità, dal tipo di estetica, al tipo di resistenza e anche al tipo di lavorazione, come vedremo tra poco.

Come influisce la lavorazione sul costo dell’implantologia dentale?

Per unire l’impianto e la corona (o il ponte) occorre un elemento intermedio, che da una parte si avviti all’impianto e dall’altro accolga la corona (o il ponte) mediante una cementazione: questo elemento si chiama moncone implantare o abutment. Solitamente è in titanio, ma può essere anche in lega o in acciaio; può essere acquistato “standardizzato” dalla ditta che vende gli impianti (sarà uguale per ogni sito, quindi potrebbe presentare in certi casi un adattamento minore, cosa che talvolta genera difficoltà di pulizia) oppure può essere personalizzato per ogni paziente fondendolo manualmente (metodica esposta a maggiori errori, bolle d’aria che rendono il tutto meno lucidabile e meno resistente) oppure fresandolo con metodiche CAD-CAM mediante sofisticati macchinari (la precisione richiesta è circa 6-7 millesimi di millimetro!).

Per quanto riguarda la corona, può essere anch’essa lavorata interamente a livello manuale oppure essere fresata interamente o, secondo una metodica più raffinata, fresata nella sua parte di armatura (ottenendo la massima precisione e resistenza) e caratterizzata da un tecnico per la parte estetica, mediante un processo di ceramizzazione individuale che mira a riprodurre il colore e le forme dei denti adiacenti, per un risultato estetico e mimetico (come sopra spiegato) eccellente.

Anche in questo caso è evidente che esistono livelli di qualità MOLTO differenti fra le diverse lavorazioni, cosa che si riflette inevitabilmente nel costo.

Le diverse qualità e i costi di un impianto dentario si differenziano solo a livello estetico?

Purtroppo no, perché se così fosse effettivamente per un paziente con basse esigenze estetiche o nei settori posteriori della bocca ci si potrebbe accontentare di lavori economici.

Le differenze di costi degli impianti dentari sono invece legate spesso anche alla qualità di lavorazione e quindi del manufatto protesico finale, soprattutto nelle parti che non si “vedono”, come appunto il moncone, che sono però fondamentali ai fini della semplicità di pulizia delle corone o ponti e che quindi influenzano in modo determinante la durata dell’impianto nel tempo, potendo anche portare a un’infezione dell’impianto dovuta alla difficoltà di pulizia dopo i pasti (detta igiene domiciliare), chiamata perimplantite, malattia che può anche portare alla perdita dell’impianto.

Perché alcuni preventivi di impianti dentali prevedono provvisori e altri no?

I provvisori su impianti sono fondamentali per la guarigione dei tessuti molli (gengive e mucose) attorno agli impianti dentali; molto spesso non vengono eseguiti, presentandoli al paziente come una spesa inutile, se può “attendere” la guarigione senza provvisori e passare subito ai definitivi.

In questo caso, appena si mettono le corone (o i ponti) definitivi, senza essere passati dai provvisori, la gengiva compressa si modifica e quindi il lavoro che viene proposto (e pagato dal paziente) come definitivo, in realtà è un provvisorio a lunga durata, perché non si adatta perfettamente a tessuti “stabilizzati” e guariti.

E’ piuttosto meglio, se si vuole mantenere più bassa la spesa iniziale, fermarsi ai provvisori e risparmiare il costo dei definitivi fino a quando non si avrà la disponibilità economica necessaria, piuttosto che lasciarsi tentare di fare subito i definitivi: sarebbe come comprare un vestito da sposa perché è in offerta e DOPO mettersi a dieta...  adattarlo in un secondo momento potrebbe rovinarlo e soprattutto potrebbe non avere più lo stesso effetto che aveva al momento della prova e dell’acquisto...

Il carico immediato influisce sul costo degli impianti dentari?

Di per sé il carico immediato (ovvero una metodica che permette di avere il provvisorio il giorno stesso in cui si posiziona l’impianto) non influisce sul costo finale, però solitamente per eseguire questo protocollo con una eccellente percentuale di successo l’operatore deve avere maggiore esperienza e preparazione; inoltre spesso questa metodica richiede attrezzature tecnologicamente più evolute (chirurgia computer guidata, organizzazione di laboratorio per ottenere provvisori di qualità in tempi brevi...) che in modo indiretto influiscono sui costi finali.

Il vantaggio di poter effettuare un carico immediato non è solo estetico (non si rimane mai senza denti), ma anche a livello di guarigione, perché i tessuti vengono “guidati” dal provvisorio verso una forma ottimale, in modo che al momento di confezionare il lavoro definitivo ci si trova nella condizione ideale sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista funzionale (masticazione e pulizia).

La chirurgia computer guidata influisce sul costo dell’implantologia?

La chirurgia guidata implantare prevede di confezionare una guida chirurgica (chiamata anche dima chirurgica o surgical guide) mediante la quale si riescono a posizionare gli impianti con la massima precisione, secondo un progetto computerizzato studiato sulla TAC dentale del paziente.

I vantaggi sono, oltre alla maggiore precisione di inserimento (che elimina quasi del tutto errori di posizionamento manuale), anche la velocità dell’intervento (fondamentale soprattutto in caso di inserimento di molti impianti, come nel caso di pazienti che sono totalmente edentuli, ovvero hanno un’arcata completamente senza denti) e infine permettono la chirurgia flapless (cioè senza “lembo chirurgico”), in cui gli impianti vengono inseriti in piccoli fori nella gengiva, senza bisogno di “tagliarla” e quindi di aprire un lembo chirurgico esteso.

La guida chirurgica ha un costo aggiuntivo, che però è ampiamente compensato dai vantaggi sull’intervento chirurgico in termini di sicurezza, precisione, velocità e affidabilità; in particolare diventa molto conveniente quando gli impianti da inserire sono molti (perché il costo è identico, ma viene “suddiviso” tra i vari impianti e quindi il beneficio diventa ancora più conveniente).

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E’ quindi giusto sostenere che ci sono impianti dentali per tutte le tasche?

Purtroppo neppure in questo caso è possibile semplificare così la questione, perché se è vero che ci si può accontentare di un materiale meno estetico per tenere bassi i costi, oppure anche di fermarsi ai  provvisori per dividere e dilazionare la spesa su tempi più lunghi, è anche vero che spesso ci sono “offerte” che non informano correttamente il paziente e gli fanno credere che si possa saltare la fase dei provvisori oppure che tutti i materiali e le lavorazioni siano uguali...

Come è quindi possibile orientarsi per capire il rapporto qualità prezzo di un impianto dentale?

In definitiva, è fondamentale affidarsi a un professionista che sia in grado anzitutto di comprendere quali sono le esigenze del paziente, consigliandogli le soluzioni migliori dal punto di vista medico anzitutto e poi anche tenendo conto delle sue esigenze economiche, perché nel campo della salute certi “risparmi” o “affari” da offerte scontate possono costare molto cari sul lungo periodo e far pentire di avere fatto scelte avventate, senza aver valutato nel dettaglio le proposte che erano convenienti solo in apparenza!

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