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Piorrea o parodontite: consigli utili per la cura e la prevenzione

Sentire parlare di "piorrea" potrà far storcere il naso a qualche collega, ma lo scopo dell'articolo è parlare in modo comprensibile ai pazienti dei sintomi, delle cause e delle terapie della malattia parodontale, comunemente chiamata appunto "piorrea", anche se il suo nome scientifico è parodontite o paradontite.

Cos'è la piorrea?

A parte il nome corretto, la prima cosa da sapere sulla piorrea è che si tratta di una malattia cronica (infatti è anche detta parodontosi, perchè il suffisso "osi" in medicina indica generalmente le malattie croniche, mentre "ite" le malattie acute): ciò significa che dalla piorrea non si può "guarire", ma la buona notizia è che la parodontite si può curare.

Spieghiamo meglio questo importantissimo concetto: facciamo l'esempio del diabete, sappiamo che con le attuali conoscenze della medicina non è possibile guarire dal diabete una volta che questo si manifesta, però con le cure corrette (alimentazione e farmaci, come ipoglicemizzanti e insulina) è possibile curare il diabete e vivere una vita lunga e sana; se però un paziente diabetico trascura la dieta, mangia tanto e male, non prende le medicine, ecc... allora la malattia progredirà e causerà gravi problemi di salute.

Sintomi della piorrea

La piorrea o parodontite è una malattia che ha diverse fasi: prima di tutto si manifesta come gengivite, ovvero una infiammazione lieve delle gengive, con sanguinamento in alcuni punti della bocca quando ci si lava i denti, sanguinamento che non causa dolore ed è anche difficile individuare il punto preciso di origine; di solito il paziente se ne accorge perché sciacquandosi dopo essersi lavato i denti, vede l'acqua macchiata di rosso.

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Se a questo punto non si fa nulla (parleremo in seguito delle terapie), come purtroppo accade in molti casi in cui i pazienti non danno peso ai sintomi della piorrea, la parodontite evolve al secondo stadio e da semplice gengivite diventa malattia parodontale, ovvero inizia un processo di "distacco" della gengiva dalle radici dei denti, che crea le cosiddette tasche parodontali. In questa fase, la pulizia diventa più difficile, perché residui di cibo e batteri possono penetrare nelle tasche fra la gengiva e le radici dei denti, creando una grave infiammazione, con sanguinamenti importanti e spesso anche dolore: in questa fase, alcuni pazienti si rivolgono al dentista ed è assolutamente possibile intraprendere una cura della parodontite che riporti la situazione alla normale salute orale. Purtroppo, nonostante questi sintomi, molti pazienti si "abituano" al sanguinamento e anzi iniziano a spazzolare meno bene i denti perché sentono dolore e "sperano" che la situazione si risolva da sola, magari utilizzando qualche colluttorio.

Se la parodontopatia diventa diffusa a tutta la bocca, i successivi sintomi comprendono una retrazione gengivale generalizzata, che scopre le radici dei denti e in alcuni casi crea anche fastidio nel mangiare cibi molto freddi (o caldi), con la comparsa di pus dalla gengiva, la mobilità dei denti e in certi casi anche dolorosi ascessi. A questo punto si sono già verificati gravi danni, soprattutto perché l'osso attorno alle radici dei denti è stato interessato dal processo infettivo e infiammatorio, cosa che ne ha già determinato la distruzione. In molti casi, se si arriva a questa fase, si sono già persi dei denti e altri dovranno essere estratti perché irrecuperabili, ma anche in questa fase è comunque possibile correre ai ripari, almeno per gli elementi dentari che non sono ancora irrimediabilmente compromessi.

Il concetto importante da ricordare è che quando si verificano i primi sintomi della piorrea è urgente ricorrere al dentista, meglio se un esperto in Parodontologia, per iniziare immediatamente le cure necessarie e soprattutto per avere i consigli su una corretta igiene orale, che è la cura più efficace per la parodontite.

Cause della piorrea

Le cause della parodontite sono infatti essenzialmente quattro:

  1. genetica: se genitori, nonni o parenti stretti hanno sofferto di malattia parodontale, è purtroppo probabile che vi sia questa predisposizione. La buona notizia è che si tratta appunto di una predisposizione e, mediante una corretta igiene orale e controlli frequenti con sedute di pulizia professionale (detartrasi), è possibile prevenire l'insorgenza della malattia, evitando di subire i danni più gravi delle fasi avanzate
  2. malposizione dentale: molto spesso i pazienti trascurano i disallineamenti dentali, credendo che si tratti solo di una questione estetica; in realtà quando i denti non sono bene allineati diventa più difficile pulirli (il cibo si accumula nei punti dove lo spazzolino non arriva) e inoltre alcuni denti risultano più sottoposti al carico masticatorio rispetto ad altri, con il risultato che si "sovraccaricano" e iniziano a presentare mobilità, cosa che favorisce l'insorgenza di processi infiammatori e della parodontosi
  3. fumo: il fumo è dannoso per tanti motivi, ma riguardo alla salute orale danneggia gengive e osso, perché ogni volta che si fuma una singola sigaretta viene ridotto (fino alla metà) il flusso sanguigno periferico e quindi in questo caso le gengive rimangono letteralmente "senza forze" e sono più deboli nei confronti delle aggressioni batteriche. Eliminare (o almeno ridurre in modo drastico) il fumo di sigaretta è fondamentale per la prevenzione e la cura della piorrea
  4. igiene orale non corretta: moltissimi pazienti credono di spazzolare bene i denti, ma spesso non è così, perché lo spazzolamento non è efficace (soprattutto fra un dente e l'altro) oppure è troppo violento (molti pensano che usare setole dure sia più efficace, invece si rovinano le gengive e addirittura le radici dei denti). Inoltre sottoporsi a sedute di igiene professionale (detartrasi) con regolarità (1 o 2 volte all'anno a seconda dei casi) è fondamentale per la prevenzione, la cura e il mantenimento dei risultati dopo la cura: potremmo affermare con sicurezza che le sedute di igiene periodiche sono la migliore terapia della parodontite

Terapie della piorrea

Come anticipato nel punto precedente, la piorrea si cura soprattutto con una corretta igiene orale, la quale prevede:

  • l'utilizzo di uno spazzolino corretto, meglio se setole morbide oppure i moderni spazzolini a ultrasuoni, che hanno programmi dedicati per la cura delle gengive, in modo da attuare una pulizia efficace, ma allo stesso tempo dolce e delicata
  • sedute di cura: inizialmente si procederà (dopo avere diagnosticato la malattia) a una prima seduta di pulizia professionale, in cui si eliminerà tutto il tartaro sopragengivale e parte di quello sottogengivale (se esistono delle tasche fra dente e gengiva, il tartaro si accumula anche sulla radice del dente, in punti che non si vedono, ma che si possono evidenziare con opportune radiografie), poi si procederà a sedute di levigatura radicolare dette anche curettage, che mirano a ripulire perfettamente le radici dei denti e levigarle "a specchio", perché la gengiva non si "riattacca" a una radice resa ruvida dai depositi di tartaro
  • sedute periodiche di mantenimento: una volta ripuliti denti e radici, ottenuta la riduzione della profondità delle tasche e una ottima igiene orale domiciliare quotidiana da parte del paziente, sono indispensabili sedute periodiche (2-3 volte all'anno) di controllo e di pulizia, per verificare che la malattia non abbia ripreso il suo decorso e per prevenire, dopo tutto il lavoro effettuato per curarla, ulteriori riacutizzazioni, che spesso avvengono per avere trascurato uno di questi punti

Parodontite e laser

Attualmente non ci sono evidenze scientifiche che il laser possa curare la malattia parodontale; certamente il laser da solo NON rappresenta una cura della piorrea, perché come abbiamo prima spiegato, è fondamentale la rimozione del tartaro sopra e sottogengivale PRIMA di qualsiasi altra terapia.

Il laser a neodimio o i laser a diodi possono essere usati come un valido supporto alla terapia parodontale classica, perché recenti revisioni di studi scientifici hanno rilevato che offrono un immediato sollievo al paziente, soprattutto in casi di parodontite media o grave, in cui il sanguinamento è molto importante e così anche il dolore gengivale: il laser sterilizza le tasche e fa "evaporare" il tessuto gengivale malato, permettendo una velocizzazione del processo di guarigione, una riduzione importante del sanguinamento e del dolore. Grazie a questi risultati, i pazienti risultano più invogliati a pulire bene i denti (soprattutto perché non provano più dolore a farlo) e quindi il laser rappresenta un valido aiuto anche nella motivazione del paziente a essere attento alla propria salute gengivale.

Anche se non esistono ancora dimostrazioni scientifiche indiscutibili (perché esistono moltissimi tipi di laser e sono stati introdotti da troppo poco tempo per poter avere dei risultati definitivi), unire il laser alla terapia causale della malattia parodontale (ovvero quella che affronta le cause della malattia, eliminazione del tartaro e corretta igiene) dal punto di vista delle testimonianze dei pazienti offre dei vantaggi che lo rendono indicato, soprattutto perché non comporta alcun effetto collaterale.

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La piorrea è contagiosa?

Molti pazienti pensano che la parodontite sia contagiosa, perché spesso accade che membri della stessa famiglia (anche non parenti di sangue, come marito e moglie) soffrano di questa malattia. In realtà, si tratta di una malattia NON contagiosa, è più frequente che una famiglia condivida abitudini di igiene orale simili e quindi è più probabile che se l'igiene non è corretta si manifestino i sintomi della malattia parodontale in diversi familiari conviventi.

L'utilizzo di uno spazzolino ultrasonico, che permette con un solo strumento (cambiando le testine, una per ogni familiare) di essere utile a tutta la famiglia, può rappresentare una valida alternativa per motivare tutti a una corretta igiene orale, semplice ed efficace: per questo motivo, lo consigliamo vivamente ai nostri pazienti.

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