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La storia di Stefania

"Mi dispiace, ma per il momento non stiamo cercando..."

Questa era la frase che mi sentivo dire ogni volta che consegnavo il mio curriculum da qualche parte.

Mi ero trasferita a Pinerolo da qualche mese, avevo lasciato parenti e amici per seguire il mio cammino, fiduciosa di trovare in breve tempo un lavoro che mi avrebbe permesso di integrarmi e conoscere nuove persone.

Le settimane passavano, i giorni trascorrevano tutti uguali e io non facevo altro che sfogliare pagine e pagine di annunci di lavoro senza trovarne nessuno che potesse fare al caso mio e questo contribuì pian piano a far svanire il mio entusiasmo iniziale.

Un giorno di fine luglio che sembrava essere iniziato come tutti gli altri, durante la mia consueta lettura degli annunci appena pubblicati, ne trovai uno che attirò subito la mia attenzione: la Clinica dentale Cappellin stava cercando un'assistente alla poltrona. Avevo già sentito parlare della Clinica perché proprio qualche giorno dopo essermi trasferita, avevo letto un'altra loro offerta di lavoro. Purtroppo però all'epoca il periodo per presentare la candidatura si era già concluso e nonostante io avessi provato ugualmente a inviare il curriculum, la risposta fu ovviamente negativa. Questa volta invece ero arrivata in tempo e non potevo farmi sfuggire l'occasione di candidarmi. Guardando il sito internet della Clinica ero rimasta positivamente colpita dall'organizzazione che sembrava esserci dietro quella bellissima struttura e dalla quantità di tecniche all'avanguardia che venivano presentate.

I giorni passavano e io guardavo continuamente la posta elettronica in attesa di una risposta finché un giorno di inizio agosto, incredula, la ricevetti. Mi convocarono per un colloquio conoscitivo a settembre! Avevo un mese di tempo per prepararmi così iniziai a cercare informazioni più dettagliate sul ruolo di assistente alla poltrona... Già, perché io in realtà non avevo mai svolto un mestiere in campo medico e non sapevo minimamente quali fossero le mansioni di un'assistente. Sapevo che questo colloquio aveva il solo scopo di selezionare partecipanti per il corso di formazione che annualmente la Clinica Cappellin organizza al suo interno, ma non volevo assolutamente farmi trovare impreparata qualora mi avessero fatto domande sull'argomento. Ci tenevo troppo ad avere quel lavoro!!!

La mattina del colloquio ero molto nervosa, avevo poco tempo a disposizione per farmi conoscere e mettere in risalto i miei punti di forza. "Sonvilla, prego si accomodi". Era il mio turno; sono entrata e ad accogliermi c'era il dr. Cappellin in persona e al suo fianco molte assistenti che mi osservavano.

Il colloquio non è durato molto. Non sapevo dare una valutazione su come fosse andato: speravo solo di essere riuscita a trasmettere il mio desiderio di mettermi in gioco e impegnarmi. Quando il giorno dopo arrivò l'email che mi informava di essere stata ammessa al corso teorico-pratico non ci potevo credere.

Ci ero riuscita, finalmente avevo la possibilità che stavo aspettando!

Nelle settimane del corso ho dato il massimo: non perdevo occasione per imparare tutte le nuove nozioni che mi venivano insegnate e, man mano che studiavo, iniziai a rendermi conto che non era affatto un dovere ma che la materia mi piaceva e che mi stavo realmente appassionando a questo nuovo mondo.

Sono passati ormai tre anni dall'assunzione e a pensarci bene non ci credo ancora!

I concetti imparati all'inizio sono diventati solo la base di tutto un mondo che c'è dietro un riunito; le assistenti che ho viste schierate al colloquio sono state delle figure sempre presenti per aiutarmi nel mio percorso. Quella che non riconosco più se guardo indietro sono io: sono entrata con mille timori, con tante insicurezze personali che mi frenavano...

La clinica non è un posto di lavoro come tanti, ma una grande famiglia in cui crescere e confrontarsi ogni giorno per migliorare personalmente e professionalmente.

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