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I denti dei bimbi vanno in vacanza?

La dr.ssa Gloria Elia, Ortodontista e Pedodontista della Clinica dentale Cappellin, spiega perché le vacanze estive possono essere un momento ideale per la prevenzione dei piccoli pazienti

Dottoressa Elia, perché è importante approfittare del periodo estivo per la prevenzione?

Un buon genitore è attento ai vari aspetti della vita dei figli, dalla scelta della scuola all’alimentazione; ultimamente constatiamo anche una maggiore consapevolezza per la prevenzione orale: se iniziata in tenera età può far risparmiare tempo e risorse, a vantaggio della salute dei piccoli pazienti. Molto spesso si crede che basti impostare corrette abitudini igieniche e alimentari, ma ci sono altre competenze del bambino (parlare correttamente e respirare efficacemente, per esempio) essenziali per lo sviluppo armonico, non solo della bocca.

Durante l’anno, le numerose attività scolastiche fanno un po’ passare in secondo piano la prevenzione e si corre il rischio di rimandare la visita a quando si verificano problemi urgenti, portando dal medico il bimbo nel momento peggiore in assoluto; per questo motivo, da anni stiamo lavorando per aumentare la cultura pediatrica, in collaborazione con associazioni prestigiose come il Lions Club Pinerolo Acaja.

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Cosa intende per cultura pediatrica?

In un bambino in crescita, anche in tenera età, con minime precauzioni si possono ottenere grandi risultati: inoltre, la prevenzione permette di vivere il rapporto con il medico e la propria salute come gioco e scoperta.

Durante queste visite, il bambino e la sua famiglia sono ugualmente coinvolti: fotografie, immagini, pupazzi, un linguaggio efficace ed evocativo, esempi semplici ed immediati ci aiutano a creare un’alleanza che ponga il piccolo paziente al centro di professionisti dedicati al suo benessere, che “parlino la sua lingua” e che con il gioco gli insegnino a prendersi cura di se stesso con naturalezza, creando giorno dopo giorno sane abitudini che rimarranno con lui tutta la vita.

Quando consiglia di effettuare la prima visita?

La prima visita andrebbe programmata dopo pochi mesi dalla nascita, appena spunta qualche dente. Il nostro obiettivo è molto più ambizioso, perché il progetto “Scuola delle Mamme” mira a condividere nozioni utili ai genitori, che se bene informati possono accorgersi precocemente di quando potrebbe essere utile far visitare il bimbo, per intercettare il prima possibile eventuali patologie o disturbi di crescita.

Oltre alle classiche “carie”, ci sono altre patologie che possono pregiudicare lo sviluppo armonico di denti e bocca nei bambini?

Essendo in crescita, sottovalutare alcuni disturbi nello sviluppo dei denti e delle ossa mascellari potrebbe costare caro: è meglio aiutare e correggere un problema appena viene intercettato, piuttosto che aspettare che si amplifichi e siano necessarie terapie più lunghe e costose.

Talvolta sono i bambini stessi che si accorgono che qualcosa non va nella loro bocca, come una piccola paziente portata in visita quando aveva 6 anni e che chiameremo Francesca: solare ed estremamente intelligente, nascondeva accuratamente il suo sorriso per il disagio che le provocava; con una semplice terapia intercettiva le abbiamo restituito la possibilità di vivere il rapporto con la sua bocca con libertà e naturalezza, potendo iniziare a masticare, parlare, sorridere e in definitiva crescere con fiducia in se stessa. Oggi Francesca è una splendida ragazza di 19 anni, che si sottopone regolarmente a visite di controllo e igiene professionale, perché fin dalla tenera età ha compreso l’importanza di curare il proprio sorriso e la salute orale che ne è la base.

Ma praticamente cosa possono fare i genitori?

Anzitutto controllare se la chiusura dei denti è armonica: l’arcata superiore deve coprire per circa metà quella inferiore, sopravanzandola di pochi millimetri (in parole povere non devono sembrare denti da “coniglietto”). Anche problemi o difficoltà nel parlare (linguaggio poco chiaro) o nel masticare (non riuscire a triturare efficacemente o fastidio e stanchezza nel mangiare cibi croccanti), non respirare correttamente dal naso o russare di notte (associato spesso a tonsilliti croniche e ricorrenti) possono essere collegati alla scorretta crescita della bocca.

Se un genitore leggendo questo articolo avesse il dubbio che suo figlio possa presentare questi sintomi, sarebbe già troppo tardi?

Non è mai troppo tardi: per fortuna nei bambini si trova quasi sempre una soluzione; ovviamente, prima si intercetta la patologia e meglio è!

Quando si diagnosticano disturbi della crescita, molti genitori si colpevolizzano, pensando che sarebbe stato meglio portare prima il proprio bimbo in visita; per questo motivo ci impegniamo molto per diffondere una corretta informazione, che metta tutti in grado almeno di sospettare la presenza di qualche problema, in modo da potersi rivolgere quanto prima allo specialista.

E’ infatti molto importante che un genitore sia consapevole che alcuni problemi non tendono a risolversi spontaneamente con la crescita, anzi tendono a peggiorare.

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In questo senso, quali sono le false convinzioni più diffuse che ritardano il ricorso alla visita dentistica nei piccoli pazienti?

La più dannosa è certamente quella legata al fatto che i denti da latte, poiché cadranno e saranno sostituiti dai definitivi, non abbiano necessità di essere curati: in realtà vanno preservati fino alla caduta naturale, ove possibile, perché questo permette di poter masticare senza dolore, di far crescere in maniera più corretta la bocca e di avere uno sviluppo psico-fisico ottimale.

Un’altra credenza altrettanto rischiosa è pensare che se i denti non sono allineati occorra attendere fino alla caduta dei denti da latte, per poter intervenire: come dimostra il caso di Francesca, intercettare precocemente disarmonie di crescita dentali e scheletriche permette di impostare terapie molto più veloci, efficaci e meno impegnative, anche dal punto di vista economico.

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