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La storia di Miriam

Ogni tanto mi capita di pensare a com’ero cinque anni fa, a quella ragazzina con tanti sogni da realizzare. Ripenso a come tutto ebbe inizio, alla fortuna che ho avuto nella mia vita a incontrare persone che abbiano creduto in me ed essere diventata quella che sono oggi. Penso che non si sia trattato semplicemente di fortuna e basta, ma che da qualche parte qualcuno ascolti i desideri di ognuno di noi e solo mettendoci tanta dedizione e molto impegno qualcosa prima o poi viene restituito.  

Ma partiamo dall’inizio, torniamo a 5 anni fa. Una sera conobbi una ragazza: il suo nome è Elisabet.

Lei mi aveva già vista dove lavoravo precedentemente e si ricordò di me. Fin da subito la trovai molto solare e simpatica (cosa che dopo averla conosciuta in questi 5 anni confermo ☺️) e trascorremmo quella serata insieme ad un gruppo di amici, dopodiché ci salutammo. Stavo passando un periodo nero della mia vita, dal punto di vista sia emotivo che lavorativo, però cercavo di non darlo a vedere e portavo sempre un sorriso che nascondesse ciò che avevo dentro.

Avevo da poco perso il lavoro, in quanto la filiale dove lavoravo aveva deciso di chiudere (non per causa mia 😅), quindi cercavo di non uscire molto, non fare certe cose per non spendere i pochi risparmi che ero riuscita a mettere da parte per gli obbiettivi che volevo raggiungere e ora sembravano sfumati. Preferivo stare a casa, pur di non chiedere nulla ai miei genitori. Sono sempre stata una ragazza che si è rimboccata le maniche, andando a lavorare in pizzeria nei week end, facendo ripetizioni e via discorrendo e ringrazio i miei genitori per avermi insegnato tutti i solidi valori che hanno fatto di me la persona che oggi viene apprezzata.

La negatività iniziava però a farsi sentire e questa cosa non mi piaceva affatto, anche perché chi mi conosce sa benissimo che cerco sempre di essere felice e apprezzare ogni singolo istante della mia vita, perché ci sono persone che non hanno la nostra stessa fortuna di poter avere anche solo un pasto caldo e un tetto sopra la testa, o peggio ancora persone che per qualche malattia non possono neppure godere della luce del sole. Essere negativa e lamentarmi, mi sembrava come fare i capricci e cedere, questo mi faceva essere triste e arrabbiata con me stessa...

Perciò pensai che dovevo fare qualcosa per realizzare tutti i desideri che vedevo allontanarsi giorno per giorno. Ricordo che non avevo un curriculum aggiornato e che sarei dovuta andare da un’amica a sistemarlo alcuni giorni dopo, ma quel pomeriggio ricevetti un messaggio su Facebook da Elisabet che mi scrisse: “ Ciao bella come stai? Stai ancora lavorando? Dove lavoro io stiamo cercando personale e ho pensato a te, se sei interessata fammi sapere”. In quel momento intravidi una speranza e pensai:” Miriam, provaci! Magari andrà bene”. Risposi al suo messaggio e lei mi chiese di presentarmi quel pomeriggio stesso per il colloquio: mi fiondai al PC e scrissi al meglio il mio cv e andai all’incontro. Fa ridere pensarci ma era davvero un incontro di box dentro di me, dipendeva tutto dalla mia grinta riuscire a far capire che ero una ragazza determinata e con molta voglia di lavorare. Era una bella giornata, indossai la mia bella camicia bianca con tanto di giacca nera e mi recai all’indirizzo, salii al primo piano della Clinica dentale Cappellin, suonai il campanello e quando la porta si aprì vidi due ragazze dal sorriso dolce che mi fecero accomodare in sala d’attesa. Notai come tutto fosse perfetto, un ambiente bellissimo e rilassante e credetemi adesso che ci lavoro posso dirvi che c’è davvero un immenso impegno "dietro le quinte" da parte di tutti per far sì che sia tutto curato in ogni minimo dettaglio.

Il mio cuore batteva all’impazzata, ero molto agitata, mi fecero accomodare in uno studio bellissimo (con tanto di organo, perché il direttore della clinica è un bravissimo organista) e per la prima volta conobbi il dr. Mario Cappellin, che con un tono molto calmo mi disse: “ Bene, ci parli di lei”. Eh! Bella domanda pensai, gli raccontai chi ero, cosa avevo studiato, le mie passioni, che lavori avevo fatto e come avrei sognato il mio futuro.

Al tempo vivevo con i miei genitori, non avevo la patente , non avevo un'auto e mi muovevo con i mezzi pubblici, non perché non avessi l’età, ma volevo fare tutto da sola, pagarmi tutto senza l’aiuto dei miei genitori e avrei tanto voluto raggiungere l’indipendenza appunto con le mie forze e con il principio che mi hanno insegnato da piccola: rispetta le persone, impegnati in ciò che fai, aiuta il prossimo più che puoi e affronta le difficoltà.

Il colloquio durò circa quindici minuti, ci fu una pausa e dopo non molto arrivò la bella notizia. Avrei iniziato a lavorare con loro, quell’uomo mi diede la possibilità che tanto sognavo. Accadde tutto così velocemente e inaspettatamente che subito non pensai al rovescio della medaglia, nel senso che io non sapevo nulla di quel mondo, non avevo nessuna esperienza in quel ramo, ma avevo tanta voglia di imparare quindi da lì ci fu un periodo di formazione interna sia per quanto riguarda la parte di segreteria, sia tutte le numerosissime nozioni legate all'ambito clinico e dei servizi di una grande clinica dentale.

Ho sempre apprezzato quanto tempo venga dedicato a ogni dipendente per la sua formazione, non vieni messa ad una scrivania e devi arrangiarti a imparare da sola: ho avuto la fortuna di avere delle ottime insegnati, che ringrazio tutt’oggi sia dal lato professionale che personale. Iniziai così il mio percorso di crescita all’interno della clinica, che oggi è come una seconda  casa per me. All’inizio è stata davvero dura, tanti errori , tanti pianti, ma mi è sempre stata data la possibilità di riprovarci altre mille volte fino a quando non ci fossi riuscita.

Ci sono stati periodi in cui non mi sentivo all’altezza di questo lavoro, non riuscivo a fare le cose come volevo io e la mia autostima piano piano stava svanendo, ma grazie alle persone che mi hanno sempre spinta a crederci sono quella che sono oggi e ringrazio il dr. Cappellin che ha reso possibile tutto questo, non solo per essere un capo modello e rispettoso nei confronti dei dipendenti, ma grazie alla sua personalità e ai valori che ci ha trasmesso con l'esempio e non solo "scrivendoli" nella mission aziendale come capita in tanti posti: autenticità, trasparenza, responsabilità, passione, senso  di appartenenza, intraprendenza, lealtà, disciplina e collaborazione!

Posso dire che nessun altro posto di lavoro in cui mi sono trovata è come questo, anche se a volte il dottore con i suoi scherzetti dei finti licenziamenti quando la combinavo grossa ha rischiato di farmi prendere qualche infarto 😱 mi ricordo bene una volta in cui ero molto stressata e ho risposto male all'assistente di direzione: sono subito stata chiamata nell'ufficio del direttore, che mi ha chiesto spiegazioni, io piangevo perché mi ero già pentita e lui mi ha detto di andarmi subito a cambiare e poi di tornare giù per sapere cosa ne sarebbe stato di me... Pensavo davvero che sarei stata licenziata, invece quando sono tornata sono stata severamente rimproverata e mi è stato dato il pomeriggio libero per pensare a cosa avevo fatto, a quello che mi avevano detto, ma anche la possibilità di tornare il giorno dopo per comunicare se avevo capito e se potevo promettere che non sarebbe mai più accaduto... Se oggi sono qui a raccontare la mia storia, è perché quella lezione mi ha fatto crescere più di tante altre, anche se ogni giorno le mie colleghe con pazienza mi hanno aiutato a diventare quella che sono oggi: Miriam, segretaria della Clinica dentale Cappellin.

Amo il mio lavoro, amo stare a contatto con i pazienti, i quali spesso mi dimostrano la loro stima e soprattutto l'affetto, per il quale li ringrazio di cuore. La clinica non è semplicemente un posto di lavoro, noi siamo una famiglia e ci facciamo in quattro perché tutto vada per il meglio, ogni giorno condividiamo momenti belli e brutti, felicità o problemi da risolvere, ma insieme tutto è possibile. Puntiamo a migliorare e migliorarci ogni giorno, e ci sosteniamo l’un l’altro anche dal lato personale. Oggi sono passati 5 anni, ho realizzato gran parte dei miei sogni, ho preso la patente, ho acquistato una macchina nuova , vivo per conto mio, oltre al lavoro di segreteria mi occupo dei contatti con i fornitori di pubblicità e della manutenzione di tutta la clinica, sento la fiducia e l'affetto dei miei colleghi e ogni giorno mi alzo con il sorriso pensando a quanto sia importate per me stare qui.

Con la mia storia spero di aver dato la speranza a chi sta passando un brutto momento come era capitato a me, e fargli capire che con l'impegno e solidi valori, se speri in qualcosa con tutte le tue forze, prima o poi si avvera davvero.  

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