Clinica Dentale Cappellin — dentista a Pinerolo

Ortodonzia intercettiva

terapia intercettiva

In questo articolo approfondiremo l'ortodonzia intercettiva rivolta ai pazienti più piccoli.

Prevenire è meglio che curare, soprattutto nei bambini!


Occuparsi della salute orale dei propri bambini è un compito spesso poco conosciuto, anche dai genitori più attenti e responsabili; infatti spesso si tende a puntare l'attenzione sulla necessità di lavarsi i denti dopo i pasti per prevenire l'insorgenza di carie e di danni alla dentatura dei bambini, come abbiamo spiegato nell'articolo dedicato ai denti da latte.
C'è però un aspetto spesso sconosciuto, ma ancora più importante, rappresentato dalle malocclusioni dentali, che possono essere intercettate e curate precocemente, ma se vengono trascurate possono influenzare negativamente la crescita ossea e dentale, con una serie di gravi problemi nell'età adulta (malattia parodontale, maggiore facilità a sviluppare carie, fratture di denti… )

Che cos'è una malocclusione dentale?


La malocclusione dentale può essere definita come l’insieme di problematiche che si instaurano anche molto precocemente (già nella dentatura da latte) e che sono determinate da vari fattori (genetici, ereditari e ambientali); può comprendere:
l’errato allineamento dei denti (di solito si parla di affollamento, ossia poco spazio nella bocca, per cui i denti si accavallano; talvolta lo spazio è eccessivo e sono invece presenti spazi fra un dente e l’altro, chiamati diastemi)
lo scorretto combaciamento fra i denti di sopra e di sotto, in particolare si parla di morso crociato se il palato risulta più piccolo della mandibola e può essere laterale (denti posteriori) o anteriore (incisivi), ma anche di tendenza alla seconda classe (i denti della parte superiore sono molto più avanti di quelli della mandibola, con un aspetto a coniglietto) o di terza classe (con la parte inferiore più avanzata di quella superiore) e tendenze a chiudere in maniera asimmetrica
spesso sono presenti anche deficit nella muscolatura della bocca (con la tendenza a stare sempre con la bocca aperta, incapacità di tenere le labbra chiuse a riposo), difficoltà a respirare correttamente dal naso (soprattutto nei soggetti allergici o con tonsilliti ricorrenti, fino ad arrivare ad alterazioni del respiro durante il sonno) e a problemi legati alla funzionalità della lingua (in particolare nella deglutizione e nella pronuncia di alcune lettere/sillabe).
Tutti questi aspetti influenzano negativamente la crescita delle ossa del viso, in particolare la mascella e la mandibola, ma possono predisporre anche a problematiche più ampie, come crescita asimmetrica, tensioni muscolari nel collo, frequenti mal di testa, problemi posturali, che possono svilupparsi nel tempo.
La malocclusione dentale è spesso multifattoriale, ossia favorita da molti elementi, che possono emergere in periodi diversi della vita del bambino, è quindi importante, per avere una prevenzione efficace, che il piccolo paziente sia visitato il prima possibile e venga inserito in visite di controllo cadenzate che hanno anche il vantaggio di rendere la visita dal pedodontista o ortodontista pediatrico un appuntamento periodico piacevole e divertente!



Si può curare una malocclusione?


Non solo è possibile curare le malocclusioni, ma è fondamentale farlo il prima possibile, perché prima si interviene, più velocemente e più facilmente la si può correggere, con mezzi semplici ed efficaci, raggiungendo il benessere psico-fisico del bambino in senso globale (alcuni disallineamenti dentali possono essere anche molto negativi per l’estetica del viso, rendendo il bambino insicuro e timido).
L’ortodonzia intercettiva e l’ortodonzia miofunzionale si occupano proprio di correggere efficacemente i disturbi di crescita e sviluppo della bocca nel suo complesso, agendo in maniera graduale e confortevole sui denti (siano essi da latte o già definitivi), sulle ossa del palato e della mandibola, sui tessuti molli (guance, lingua, labbra, aiutando così indirettamente i denti a trovare una corretta posizione) tramite apparecchi ortodontici (fissi o rimovibili) o esercizi specifici di rieducazione. E’ quindi un trattamento adatto a bambini anche molto piccoli, di breve durata ed efficace, fondamentale per risolvere le problematiche presenti, in particolare quelle che non migliorano con il tempo, ma che hanno tendenza a peggiorare.

In cosa consiste l'ortodonzia intercettiva praticamente?


La visita specialistica con un pedodontista o ortodontista pediatrico è il primo passo per capire se e quale tipo di malocclusione sia presente nella bocca di un piccolo paziente; l’ambiente a misura di bambino renderà la prima esperienza dal dentista estremamente piacevole e darà la possibilità ai genitori di poter comprendere quali sono le reali necessità di cura. Molto spesso si pensa che l’apparecchio sia “di moda”, escludendo a priori la possibilità di curare disturbi, magari poco appariscenti, ma estremamente severi, nella bocca dei propri figli, credendo in buona fede che la crescita aggiusterà tutto.
Se per alcune problematiche (un moderato affollamento dei denti definitivi o una tendenza ad avere il palato stretto e la mandibola un po’ indietro, per citarne alcune) è consigliabile solo tenere sotto controllo la fase “brutto anatroccolo”, rivalutando la situazione al termine della permuta (cambio dei denti da latte con i denti permanenti), per altre è necessario iniziare la correzione il prima possibile.
Se necessario, viene effettuata una valutazione radiologica pediatrica che può prevedere una tomografia computerizzata Cone Beam (a fascio conico) che, grazie ai nuovi protocolli a bassa dose di raggi, permette di ottenere un’immagine 3D dell’intera bocca del piccolo paziente con dosaggio minimo, del tutto paragonabile o talvolta anche minore rispetto a una panoramica ospedaliera. L’enorme vantaggio è che con un singolo esame lo specialista può verificare non solo la presenza di problematiche a livello dei denti o della bocca, ma anche le prime vie respiratorie, l’articolazione temporo-mandibolare, avendo ben chiara quale sia la situazione complessiva della crescita e della possibile evoluzione della malocclusione.
Le immagini tridimensionali sono anche occasione per poter spiegare in maniera semplice ed efficace la situazione non solo ai genitori, ma anche al “proprietario” dei denti: essere coinvolti e capire cosa si vuole migliorare nella propria bocca è la motivazione migliore per iniziare un trattamento di successo!



Questo primo step, viene seguito da altre valutazioni (fotografie, le innovative impronte digitali, condilografia) per completare la diagnosi di malocclusione dentale e poter scegliere la miglior terapia considerando il problema, l’evoluzione nel tempo, l’età del paziente e la sua collaborazione; se necessario, è possibile che sia richiesto un consulto con un altro specialista (logopedista, otorinolaringoiatra, fisioterapista) se la problematica coinvolge in maniera importante alcune funzioni, in un’ottica di curare al meglio e a 360° il piccolo paziente. Di solito una terapia ortodontica intercettiva o miofunzionale, prevede l’utilizzo di uno o più apparecchi, che possono essere fissi (cioè non possono essere rimossi in autonomia dal paziente o dai genitori, ma sono attivati e regolati dal medico in studio) o rimovibili (quindi utilizzati in autonomia dal bambino, secondo le indicazioni fornite e con l’iniziale supervisione dei genitori, soprattutto in caso di pazienti molto piccoli), in genere utilizzati per un certo periodo di tempo, che può andare dai 6 mesi ad anche un anno o più. La fase attiva del trattamento è appunto quella in cui si utilizzano uno o più apparecchi, avvicendandoli o indossandoli contemporaneamente, a seconda delle esigenze di cura fino all’ottenimento del risultato che ci si è prefissato (allargamento del palato, corretto allineamento dei denti, miglioramento della deglutizione). Al termine della fase attiva, il paziente viene monitorato per controllare che gli obiettivi raggiunti si mantengano stabili e che la crescita, corretta e influenzata positivamente dall’uso dell’apparecchio, continui nel migliore dei modi. Questo approccio permette al medico specialista di re-intervenire tempestivamente se riscontrasse nuovamente l’insorgere di problematiche specifiche e al paziente di utilizzare l’apparecchio solo per il tempo necessario, con minor numero di appuntamenti e dispendio di energie.

I vantaggi dell'ortodonzia intercettiva e miofunzionale


Appurata la necessità di intraprendere un trattamento, ciò che si ottiene dall’ortodonzia intercettiva è lo sviluppo armonico di tutte le funzioni della bocca, con un conseguente migliore allineamento dei denti dei bambini e dei ragazzi, riducendo lo svilupparsi di malocclusioni dentarie e scheletriche complesse secondarie, spiacevoli e faticose da correggere, sia come tempistiche che come approccio a un paziente ormai adolescente; gli apparecchi che possono essere necessari nel trattamento delle malocclusioni dentali intercettive, sono al contrario in genere ben accetti ai bambini (che non vedono più l’apparecchio, soprattutto mobile, come un nemico, ma come qualcosa che li accomuna ai coetanei e che rende la loro bocca più attraente e bella), maneggevoli e soprattutto non sono di ostacolo alle normali attività scolastiche o sportive.
Il trattamento delle malocclusioni dentali, occupandosi di pazienti in crescita, necessita di seguire l’evoluzione della bocca, sia durante il trattamento attivo (quando cioè sono presenti apparecchi fissi o mobili, soprattutto nell’ortodonzia intercettiva) che nei momenti di sospensione delle cure, in cui si mantiene sotto osservazione l’andamento dello sviluppo della bocca, fino ad arrivare alla sua maturazione quasi completa, intorno al periodo dell’adolescenza. Questo rappresenta un ulteriore vantaggio per la salute complessiva della bocca dei piccoli pazienti: i controlli cadenzati permettono di correggere abitudini scorrette (cattiva igiene orale o alimentare, ma anche rosicchiamento delle unghie/penne) appena si presentano, motivando sempre a un corretto stile di vita; permettono inoltre di individuare tempestivamente carie anche molto iniziali, con conseguenti cure più semplici, meno costose e in generale meno frequenti: la dentatura via via più regolare, renderà lo spazzolamento dei denti più semplice ed efficace, riducendo di per sé il rischio di carie.

ortodonzia intercettiva

Quanto tempo dura l'ortodonzia intercettiva?


Un trattamento ortodontico intercettivo o miofunzionale comprende non solo l’uso degli apparecchi o tecniche correttive necessarie, ma abbraccia tutto il periodo che va dalla maturazione dei denti da latte alle ultime fasi del cambio dei denti, monitorando l’effetto della terapia attiva (quando si utilizza un apparecchio) e l’effetto della crescita naturale (quando si sospende l’apparecchio dopo che ha corretto il problema). Nella nostra struttura il piccolo paziente viene seguito e accompagnato durante tutto il delicato periodo della crescita sia nella fase attiva dell’ortodonzia intercettiva (che nella media dura circa 12-18 mesi, ma che nei casi più complessi può allungarsi) che nei periodi di sospensione in cui si controlla unicamente la corretta direzione di crescita. Questo approccio globale ha il duplice vantaggio di aiutare la bocca a crescere correttamente e di intervenire solo nel caso di necessità, in maniera tempestiva ed efficace. La terapia intercettiva, favorendo una crescita corretta, minimizza la necessità di terapie ulteriori o comunque le rende molto più semplici e veloci, anche con un allineamento dei denti invisibile, utilizzando semplici mascherine correttive (allineatori) o retiner attivi.

E se nessuno mi ha mai parlato dell'ortodonzia intercettiva?


Non c’è da preoccuparsi, perché nella maggior parte dei casi è possibile correggere anche più tardivamente la malocclusione, cercando l’apparecchio più adatto alla soluzione del problema (terapie estetiche con allineatori e retiner attivi o terapie tradizionali con attacchi).

Articolo del blog a cura della dr.ssa Gloria Elia, responsabile del reparto ortodontico e pedodontico