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La storia di Barbara

La protagonista di questa storia è Barbara, la nostra assistente Ortodontica

Se ripenso alla mia giovinezza, ai sogni sul futuro, non posso di certo dire che questo è il lavoro che sognavo da bambina; ma forse il punto è proprio questo, non serve pensare di raggiungere i propri sogni da telespettatore semplicemente guardando il treno passare e sperando di ritrovarsi sul binario giusto. Bisogna avere il coraggio di buttarsi in cose che magari subito possono sembrare impossibili, ma poi in realtà sono in grado di aprirti quelle porte che seppur con fatica ti portano comunque a realizzarti e a farti sentire felice. Perché se non ci si sente realizzati individualmente, è difficile che ci si possa sentire realizzati insieme a qualcuno.

A marzo festeggerò otto anni di lavoro presso la Clinica dentale Cappellin e per rendere chiaro quello che è stato — ed è tutt’ora — questo lavoro per me, vorrei parlarvi delle possibilità che mi si sono aperte da quando ho iniziato questo cammino. Possibilità di conoscere e poter costruire rapporti con persone autentiche e che condividono una serie di valori importanti in cui mi rispecchio tantissimo, possibilità di sentirsi apprezzati e stimati nel proprio impegno e soprattutto la possibilità di crescita e realizzazione personale che ho avuto dalla mia assunzione ad oggi.

Quando ho deciso di mandare la mia candidatura arrivavo da due anni di lavori saltuari, prevalentemente come commessa, contratti a termine da stagista, sabati e domeniche passate a lavorare e qualche lavoretto in nero per arrotondare. Poi, una sera, era circa mezzanotte, sull’Eco del Chisone leggo l’annuncio in cui viene ricercata la figura di assistente alla poltrona, possibilità di un contratto indeterminato dopo un periodo di apprendistato. Ammetto che la prima cosa che mi sono chiesta è stata “ma cosa farà mai l’assistente alla poltrona”? Dopo una piccola ricerca su google per chiarirmi quali sarebbero state le mie mansioni decido di mandare il mio curriculum senza grosse aspettative in merito.

Ricordo ancora oggi l’enorme stupore quando alle nove del mattino seguente ricevetti la chiamata in cui venivo invitata a presentarmi l’indomani per un colloquio con il dr. Cappellin e ancora di più quello provato a colloquio ultimato quando mi venne data la possibilità il giorno dopo ancora di fare una giornata di prova. La mia assunzione è avvenuta così rapidamente che io stessa per i primi tempi faticavo a credere che fosse tutto vero. Eppure giorno dopo giorno, difficoltà dopo difficoltà, mi sono costruita un posticino; dal passaggio a studio odontoiatrico a clinica dentale, dall’occuparmi in prima persona di un reparto fino ad ottenere la carica di prima assistente ortodontica, dal guadagnarmi la stima di medici e colleghe che mi ha permesso di ottenere in premio un nuovo flauto traverso e così anche la possibilità di continuare con il lavoro la passione della musica.

Pian piano che aumentavano le mie possibilità lavorative con semplicità sono arrivate anche le mie realizzazioni personali di donna. L’avere un lavoro sicuro e per di più che mi piace mi ha permesso di costruirmi giorno dopo giorno pezzi della mia famiglia. Dopo circa due anni mi sono sposata e l’anno successivo sono diventata mamma della mia prima bimba, Costanza.

Al rientro dalla maternità avevo tantissime paure su come sarebbe stato il mio percorso di crescita all’interno della Clinica. Diventare mamma è stata per me un’esperienza così totalizzante che non credevo possibile riuscire a gestire la cura della mia bambina e l’impegno a lavoro in un momento in cui la Clinica stava davvero facendo passi da gigante nell’ampliarsi ed innovarsi sempre di più. I primi tempi sono stati duri e devo dire un grazie enorme alle persone che condividono con me questo percorso lavorativo se sono riuscita a trovare un equilibrio fra la mia vita da mamma e quella di assistente. In prima persona al dr. Cappellin per avermi spronata e fatto capire che si può essere delle brave mamme anche senza stare con i propri figli 24ore su 24 e che quello che si deve ricercare è un tempo di qualità e non di quantità. Alla dr.ssa Elia, persona con cui condivido al 100% le mie ore in Clinica per aver sempre saputo con entusiasmo reintegrarmi e rendermi partecipe della vita del reparto e che mi fa sentire degna di fiducia e questo è lo stimolo che maggiormente mi ha aiutata a cercare di dare sempre il massimo. Alle mie colleghe/responsabili che mi hanno sempre aiutata e supportata nelle giornate in cui mi sentivo più stanca e demotivata.

Dopo circa un anno dal mio rientro a lavoro sono rimasta incinta di Tommaso e benché fosse passato poco tempo dalla precedente maternità la mia gravidanza è stata accolta con gioia ed entusiasmo da tutto il personale medico e di assistenza.

Se si pensa all’avanguardia che ha raggiunto la Clinica in questi ultimi anni è facile capire che anche in questo caso rientrare a far parte del team dopo un lungo periodo a casa non è stato semplice, ma questa volta è stato vissuto con maggiore consapevolezza e voglia di riprendere. Nell’arco di pochissimo tempo ho ripreso le mie mansioni sentendomi sempre apprezzata e stimolata.

Sono passati più di due anni da quando sono rientrata dalla maternità di Tommaso e giorno dopo giorno mi impegno con le mie colleghe a lavorare secondo i valori che i nostri capi cercano ardentemente di trasmetterci e posso davvero ritenermi orgogliosa di tutto quello che ho costruito fino ad oggi sul lavoro e nella mia vita privata.

Ora un’altra sfida mi aspetta. Da qualche mese ho scoperto di essere di nuovo in dolce attesa, a gennaio la mia famiglia crescerà ancora con l’arrivo della piccola Letizia. Questa per me è stata una notizia subito sconvolgente e inaspettata che mi ha un po' destabilizzata, ma anche grazie alle persone con cui lavoro oggi mi sento davvero fortunata per questo dono che mi è di nuovo stato concesso e so che vivrò tutto quello che verrà con amore e gioia. So di certo che arriveranno momenti un po' faticosi, ma di questo vi racconterò in un’altra storia, per il momento mi godo la meraviglia dell’attesa.  

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