/ Implantologia dentale

Il "dietro le quinte" ... dell'implantologia

Negli ultimi dieci anni il dr. Cappellin ha aiutato oltre 1.600 pazienti a tornare a sorridere e masticare con denti fissi: vi spieghiamo come sono cresciuti nel tempo il suo team e la sua sala chirurgica.

Fin dalla fondazione nel 2010, abbiamo attivamente ricercato tecnologie innovative e tecniche avanzate che ci permettessero di essere fedeli alla nostra missione: offrire ai pazienti solo le cure che vogliamo nella nostra bocca. Per questo motivo negli anni abbiamo migliorato, ottimizzato e velocizzato i nostri protocolli implantologici, per aiutare i pazienti che vogliono tornare a masticare e sorridere con denti fissi.

Non sarò mai abbastanza grato per avere condiviso questo cammino professionale con il mio grande amico, prima che socio, dr. Fabio Soggia: la sua propensione alla ricerca, soprattutto in campo tecnologico, unita alla mia indole imprenditoriale, ci hanno permesso di evolvere innovando, per arrivare a offrire ai nostri pazienti una serie di servizi integrati fra loro, allo scopo di rendere le sedute chirurgiche serene, sicure e veloci.

Senza voler sminuire gli altri aspetti, di cui parleremo dopo, credo che come paziente non sia facile associare la “serenità” a una seduta di implantologia…

Ci sono diverse tecniche che si possono usare, non solamente sui pazienti ansiosi, per affrontare le sedute in modo tranquillo e sereno: la prima, di cui abbiamo già parlato diverse volte, è la sedazione cosciente, una miscela di protossido d’azoto e ossigeno che elimina l’ansia senza effetti collaterali, tanto che dopo la fine della seduta entro pochi minuti ci si può mettere alla guida di un’auto.

Un altro aspetto, spesso poco considerato, è la comodità della poltrona operativa; proprio pochi giorni fa ne abbiamo fatta installare una nuovissima, che ha due vantaggi: la seduta permette anche ai pazienti anziani di “entrare” come se si sedessero su una di quelle poltrone che facilitano i movimenti; inoltre, un rivestimento “memory foam” accoglie e avvolge morbidamente, favorendo una postura rilassata e comoda. È per noi motivo di orgoglio investire costantemente alla ricerca di miglioramenti anche piccoli, ma che rendono l’esperienza sempre più serena per i pazienti e corrispondono la fiducia di cui ci onorano.

Per i pazienti molto paurosi, abbiamo da anni introdotto una infermiera professionale che se ne prende cura dall’accettazione fino alla dimissione, seguendo anche l’eventuale sedazione farmacologica per i casi che lo richiedono; non solo durante l’intervento, ma anche nei giorni seguenti è disponibile per eventuali dubbi sulla terapia farmacologica post-intervento e per monitorare che durante la guarigione tutto proceda al meglio.

Cosa prevede la sala standard per implantologia

Lo standard minimo prevede la poltrona, un servomobile con gli strumenti chirurgici, il motore implantare per preparare e a inserire gli impianti, una lampada scialitica per illuminare, una assistente chirurgica che ha il compito di aspirare e tenere sempre il campo pulito, perché il chirurgo possa vedere e operare con entrambe le mani libere.

Quali sono le tecnologie principali che avete introdotto nei vostri protocolli?

Nel 2008, quando eravamo ancora un piccolo studio monoprofessionale a Scalenghe, abbiamo investito fra i primi in Europa in una TAC dentale volumetrica, che permette di visualizzare in modo tridimensionale l’osso e le strutture anatomiche, per programmare in anticipo ogni intervento in modo più sicuro e preciso.

Possiamo così scegliere gli impianti con il diametro e la lunghezza più adatti per ogni singolo caso; in molti casi, con le stampanti tridimensionali del laboratorio che lavora per noi in esclusiva, possiamo prototipare guide chirurgiche che ci permettono di operare flapless (senza “aprire” un lembo chirurgico sulla gengiva) in modo mini-invasivo, preciso e veloce.

I vantaggi per il paziente di un team chirurgico numeroso

Se ogni operatore si occupa di un compito specifico, gli interventi sono in media più veloci: questo è il primo grande vantaggio per il paziente, non solo perché la seduta è più breve, ma perché gli operatori stessi sono meno stressati e più focalizzati.

Un esempio pratico: se il chirurgo è assistito da una infermiera strumentista, non ha bisogno di alzare mai lo sguardo dal campo operatorio e, soprattutto se usa occhiali ingrandenti, questo permette di osservare meglio ogni dettaglio, favorisce la concentrazione e aumenta la precisione e la velocità dell’intervento: in casi con tecniche più complesse come le rigenerazioni ossee, più i passaggi sono eseguiti in modo preciso e veloce, minore è il rischio di complicanze (gonfiore, contaminazioni batteriche e/o infezioni…) e per questo motivo abbiamo introdotto anche una terza assistente, con il compito di preparare gli innesti ossei con concentrati piastrinici, permettendo alla prima assistente di concentrarsi costantemente sul tenere asciutto e pulito il campo operatorio, mentre il chirurgo ha entrambe le mani libere per ricevere dalla strumentista i ferri e operare con maggiore velocità.

Per approfondire, abbiamo realizzato questo video:

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Comunicazione sanitaria informativa ai sensi della legge 145/2018 (comma 525) curata dalla Clinica dentale Cappellin srl Società Benefit (aut. san. 60bis, direttore sanitario dr. Mario R. Cappellin, odontoiatra, Albo TO 2272)

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